CURIAMOCI MANGIANDO. DA PARACELSO ALLA IMMUNONUTRIZIONE CON LA NUTRACEUTICA

 “Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo” (Paracelso).

 

Perché il cibo non sia solo un mero riempimento del piatto e, soprattutto, della pancia, ma anche uno strumento indiscusso per il raggiungimento del piacere dell’anima e del benessere del corpo è bene imparare a conoscerlo e riconoscerlo. 

Ciascun alimento di qualità può essere, da solo e nella razionale combinazione con altri prodotti agroalimentari, insostituibile fonte naturale di tutti gli elementi e le sostanze indispensabili per una vita sana ed anche serena. Che il cibo non manchi a nessuno e ci basti per tutto.

“Nutraceutica” is the word. Nutraceutica, una espressione neologistica introdotta alla fine degli anni novanta  per affermare che il cibo è fondamentale per il nostro benessere.

Mangiare è un piacere ma bisogna saperlo fare, se l’intento è quello di seguire uno stile di vita sano.

E’ stato scientificamente dimostrato che il cosiddetto “cibo spazzatura” può essere la causa di malattie cardiovascolari ed anche di alcune forme di cancro. Il cibo spazzatura, cioè tutti quegli alimenti ad elevato contenuto di calorie, di grassi e zuccheri viene riconosciuto come estraneo dal nostro organismo che genera una risposta di tipo immunitario della durata di 6/8 ore dopo la sua assunzione. Uno stress enorme, che innesca una reazione a catena di risposte dalle conseguenze negative sul nostro stato di salute generale,  facilmente evitabile, semplicemente imparando a nutrirci.

Il sistema immunitario, che interviene sempre proteggendoci dall’insorgenza di malattie di diversa eziologia, invecchia e col tempo perde la sua efficacia, rendendoci sempre più vulnerabili e quindi “ammalabili”. Anche in questo caso ci viene in aiuto il cibo che deve essere costituito prevalentemente da alimenti ricchi di fibra, vitamine e sali minerali. Ben vengano, dunque, le verdure, la frutta, i legumi, la carne bianca.

La prevenzione di molte malattie di tipo infiammatorio inizia a tavola, sostituendo alla quantità la qualità degli zuccheri. Via libera  al buon miele, all’olio EVO, ai legumi, cereali e frutta secca.

Alimenti contenenti probiotici non devono mancare nella nostra dieta giornaliera, apportando notevoli benefici all’apparato gastro-intestinale, alla salute delle vie aeree superiori e del cavo orale e svolgendo un ruolo fondamentale nella fase di sviluppo e crescita in età infantile. Semaforo verde per i prodotti fermentati come i formaggi e per la pasta madre. Anche i probiotici si devono nutrire e per questo è necessario fornir loro il cibo di cui necessitano (alimenti prebiotici) che sia ricco di fibre, come i legumi e la frutta secca.

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255.000.000 DI DALY AL MONDO LE VITTIME DI UNA  CATTIVA ALIMENTAZIONE

 

 

L’alimentazione non di qualità è all’origine di 255 milioni di disability-adjusted life year o DALY (“attesa di vita corretta per disabilità”) totali. Si tratta di un indice che riporta la gravità globale di una malattia, valutando gli anni persi per disabilità o morte prematura. Il 16% del DALY totale della popolazione mondiale adulta è causato da una alimentazione non corretta.

Tra i paesi più popolosi al mondo è l’Egitto, con 552 decessi su 100.000 abitanti, ad avere il primato negativo di decessi legati alla cattiva alimentazione. Il Giappone con un indice di 97/100.000 occupa l’ultimo posto della classifica. Tra le nazioni dell’area mediterranea, sono l’Italia, la Francia e la Spagna con un indice compreso tra 0 e 50/100.000 abitanti  ad occupare i primi posti della lista dei paesi dove si mangia la qualità.

I fattori alimentari che più incidono negativamente sulla salute sono la carenza di cereali integrali, la scarsità di frutta e l’alto consumo di sodio: i cereali integrali, la frutta e la verdura sono  alimenticardioprotettivi, il sale, al contrario è acerrimo nemico del nostro cuore.

La carne rossa e gli insaccati devono essere consumati in quantità ridotte, così come le bevande zuccherate ed i grassi animali. La frutta secca, i semi, le fibre e gli omega3 devono, al contrario, essere largamente presenti in un regime alimentare corretto e sano.

MANGIARE I COLORI

Quanti sensi conosciamo? Se la vostra risposta  5, sappiate che non è quella corretta. In realtà la nostra capacità percettiva della realtà circostante è legata ad un numero molto più elevato di “sensi” tale per cui, ad esempio, siamo in grado di percepire il colore delle pareti della nostra camera da letto, pur dormendo placidamente. Questo è un degli assunti fondamentali della cromoterapia che trova ampia applicazione anche nella gastronomia.

Nutrire il corpo implica anche fornire input, diversamente impattanti sull’intero nostro organismo. Per questo è opportuno conoscere bene cosa introduciamo e saperlo riconoscere nell’immediato. La natura, magister vitae, ci ha fornito un inequivocabile strumento: i colori.

Il rosso è il colore dell’energia per eccellenza, per questo motivo i cibi di questo colore dovrebbero essere assunti tutte le volte in cui ci sentiamo sotto tono e/o abbiamo bisogno di una ricarica in tempi rapidi. Una colazione tinta di rosso è un vero toccasana per cominciare bene a giornata. Gli alimenti di colore rosso, poi, sono ricchissimi di sostanze nutritive molto utili nella prevenzione del cancro, nella riduzione del colesterolo ematico, nella lotta contro i radicali liberi, nemici acerrimi di tutti, soprattutto delle donne. Via libera, dunque, a pomodori ed ogni tipo di prodotto da questi derivato che sia di gran qualità come le salse, i pomodori sott’olio rigorosamente EVO, sott’aceto, i pomodorini secchi coi quali si possono condire e preparare veloci e sani primi piatti e non solo.

Il giallo ed i suoi derivati è il colore della convivialità, del buon umore e della concentrazione. Mangiare il giallo e/o l’arancione è di grande aiuto nei momenti di stress emotivo, ma dovrebbe essere un must negli eventi di tipo sociale dove si ricerca quella sana convivialità che tanto bene fa allo spirito. Il giallo ed i suoi derivati è il segnale che la natura ci ha dato per riconoscere la presenza di beta-carotene nell’alimento, oltre a vitamine ed altri particolari nutrienti che agiscono positivamente sulla salute delle ossa, della pelle, delle unghie e contrastano la formazione di radicali liberi. Giallo ed arancione in natura lo troviamo nella frutta, ma anche nelle verdure, come carote e peperoni che possono essere gustati in una miriade di apprezzatissime preparazioni culinarie anche gradite ai più piccoli.

Il verde è il colore del relax, del riposo; non a caso la natura se lo è preso tutto per sé. Semaforo verde, quindi, per gli alimenti di questo colore in ogni sua sfumatura, che rafforzano le difese immunitarie aiutando l’organismo a contrastare l’insorgere di molte patologie. I prodotti vegetali, ovviamente, ne sono i rappresentanti più illustri  come i cetrioli, le zucchine, i carciofi e moltissimi altri prodotti che risultano essere di grande gusto, al naturale con un filo di olio EVO o anche in lavorazioni tipiche come il sott’olio ed  il sott’aceto. Ben ricordando che ogni prodotto per svolgere la sua reale valenza deve essere di qualità o il suo impatto sull’organismo potrebbe avere effetti contrari.

Nero, viola, blu

Colori ai quali nell’immaginario collettivo viene associato un connotato non positivo, erroneamente. Al contrario simboleggiano la donna e per estensione la fertilità. Gli alimenti di colore viola svolgono una prodigiosa azione anti-infiammatoria, favoriscono la digestione e l’assorbimento di calcio e sali minerali. Andrebbero assunti, quindi, dopo o durante il pasto. E quali sono? Ribes, mirtilli e more in forma di marmellate e confetture, ottime per la prima colazione. Melanzane eccellenti materie prime per una lunga lista di preparazioni di grande successo come la parmigiana, rigorosamente con parmigiano reggiano doc, salsa di pomodoro certificata e qualche cucchiaio di olio EVO; da provare anche le melanzane alla griglia con una leggera spolverata di una miscela di prezzemolo fresco, olio EVO, aceto e succo di limone. Non trascuriamo anche le olive, che siano rigorosamente certificate. Il colore nero, invece è il colore “eccitante” per eccellenza. Quindi iniziamo la giornata con un buon caffè moka.

Il bianco

Il bianco è il colore che tutti i colori contiene, per questo rappresenta l’intelligenza, la purezza, la sincerità. A tavola il colore bianco è indice di alimenti che aiutano i naturali processi depurativi del nostro organismo, ma anche che sono di grande aiuto per rafforzarne le difese immunitarie. Il latte ed i suoi derivati, le farine componenti principali dei carboidrati, ma anche finocchi ed altri ortaggi da assumere crudi e/o al vapore, sempre accompagnati con olio EVO ed eventualmente aceto.

LA DIETA MEDITERRANEA

Negli anni ’50 del secolo scorso, Ancel Keys, un nutrizionista americano attribuì la causa della minore suscettibilità verso le malattie e conseguentemente la maggior longevità dei popoli mediterranei rispetto agli statunitensi alla loro alimentazione. Dopo anni di ricerche, quella che inizialmente era solo una ipotesi divenne legge scientificamente dimostrata: la dieta mediterranea è il regime alimentare ideale per ridurre l’incidenza delle “malattie del benessere”.

La piramide alimentare

Un uomo adulto, che conduce una vita moderatamente intensa, necessita di circa 2.500 calorie al giorno, di cui il 55-65% da carboidrati, il 20-30% da lipidi e solo il 10-15% da proteine, che tradotto vuol dire:

-prediligere le proteine vegetali a quelle animali

-ridurre i grassi animali (saturi) a favore di quelli vegetali (insaturi) come l’olio EVO

-aumentare i carboidrati complessi e ridurre quelli semplici Elevata introduzione di fibra alimentare

-aumentare le fibre e le carni bianche (il consumo della carne dovrebbe essere non superiore a due volte la settimana, sostituito da pesce e legumi)

-ridurre il consumo di insaccati, super alcolici, burro, zucchero bianco, maionese, strutto

Il tutto, ovviamente, non esagerando con la quantità di calorie ingerite per pasto ed accompagnato da uno stile di vita in cui non manchi esercizio ed attività fisica (si raccomanda di camminare almeno 30 minuti al giorno).

Anche bere è importante; almeno due litri di acqua da dividere razionalmente in piccole quantità durante la giornata.

LA PREPARAZIONE ECCELLENTE DEL PRODOTTO DI QUALITA’

La materia prima di qualità è il primo passo per assicurarci una alimentazione sana, oltre che buona, ma non l’unico. Dobbiamo prestare grande attenzione a tutte quelle operazioni successive che riguardano il trattamento e la preparazione del prodotto.

Vademecum

prodotti sfusi: accertarsi della pulizia del punto vendita e del personale addetto

pesce: se fresco emana odore di mare, l’occhio è lucido e sporgente, i tessuti solidi e le branchie sono tra il rosa ed il rosso. Deve essere presentato su un letto di ghiaccio e protetto da contaminazioni

prodotti confezionati: leggere attentamente le etichette in ogni loro parte e seguirne le indicazioni, non acquistando confezioni non integre e deformi

prodotti surgelati: controllare l’integrità della confezione, evitando l’acquisto se dovessero esserci segnali di scongelamento precedente (una volta scongelato il prodotto deve essere consumato e non ricongelato)

lavare bene mani, utensili, superfici di lavoro e prodotti prima di procedere con la loro preparazione (questo vale anche per le insalate in busta, sebbene già lavate)

evitare che cibi cotti e crudi vengano a contatto e riporre in frigorifero alimenti cotti, se non consumati

per scongelare un alimento si può passarlo dal freezer al frigo od utilizzare l’apposita funzione nel microonde

cuocere la carne ed l pesce alla griglia, alla piastra, al  cartoccio, evitando la frittura e le altre tecniche che implicano l’impiego di grassi saturi come gli umidi

preferire il consumo di verdure crude (il calore denatura le proteine) che possono essere cotte a bassa temperatura e per tempi brevi preferibilmente a vapore

l’eccessiva cottura degli alimenti può generare sostanza tossiche che col tempo possono risultare cancerogene. I carboidrati si trasformano in acrilamide, i grassi in perossidi, le proteine in amine eterocicliche. Per questo è bene non bruciare il cibo durante la cottura e se visibilmente presenti nel piatto parti con il caratteristico colore nero è opportuno rimuoverle prontamente

cuocere sempre alimenti di origine animale come le uova evitando di mangiare i loro preparati se prodotti senza il trattamento del calore. No al latte se non pastorizzato e suoi derivati. Semaforo rosso per la carne di pollame e derivati crudi, la salsiccia non cotta, i frutti di mare non bolliti

i grassi saturi favoriscono l’aumento della colesterolemia.  I grassi insaturi l’abbassano. L’olio EVO (acidità libera, al massimo di 0,8 g per 100 g (<0,8%) ha un rapporto ottimale di grassi saturi/insaturi e per questo deve essere presente nelle preparazioni sane

per il soffritto si consiglia di aggiungere vino bianco o rosso e l’olio EVO solo a fine cottura

-abolire dadi ed estratti di carne da sostituire con le spezie, mentre il sale deve essere presente in minime quantità ed aggiunto solo dopo la cottura

nella preparazione dei dolci sostituire lo zucchero con il miele ed il burro con l’olio EVO o di mais. Per la pasta frolla usare margarina molle in vaschetta

BIO E QUALITA’, UN BINOMIO INSCINDIBILE O NO?

BIO è un prefisso di gran moda in questi ultimi tempi. Inflazionatissimo, lo si applica quasi a tutti i prodotti di cui vogliamo comunicare la naturalità d’origine e la salubrità di utilizzo.

Quello agro-alimentare, è senza timore di smentita, il settore in cui queste tre parole compaiono, applicate, al maggior numero di prodotti, non sempre in modo scientificamente dimostrabile e legalmente perseguibile.

Un BIO alimento, per essere definito tale, deve essere il risultato di un processo che dalla pre-produzione non si sia avvalso dell’impiego di sostanze chimiche di sintesi, in particolar modo pesticidi e tutti quei composti che possano aver contribuito al suo sviluppo, contrastando le infestazioni e/o le epidemie, ma anche il semplice e naturale attacco microbico.

In agricoltura, la lotta biologica integrata viene messa in atto in ogni coltivazione BIO e prevede la messa a dimora, oltre al prodotto da commercializzare, di specie vegetali “amiche” per contrastare l’insorgenza di parassiti ed altri organismi infestanti, che comporta, altresì, meccanismi di rotazione vegetativa per arricchire periodicamente il terreno dei nutrienti essenziali nel pieno rispetto delle sue regole ecosistemiche, che impiega fertilizzanti di derivazione 100% naturale (deiezioni di BIO animali).

In allevamento le specie animali vengono nutrite con mangimi rigorosamente BIO e, soprattutto, la presenza di patologie e/o l’insorgenza di malattie non viene contrastata né, tantomeno prevenuta, con farmaci, in particolar modo antibiotici.

Uno studio pubblicato da un team di medici e nutrizionisti dell’Università californiana di Stanford su una delle più importanti riviste di medicina del mondo, gli Annals of Internal Medicine ha recentemente dimostrato che mangiare BIO non è diverso dal nutrirsi con prodotti che non presentino questo prefisso nella loro denominazione.

Dal punto di vista nutrizionale i prodotti “verdi” (frutta, verdura, legumi)  BIO rispetto ai “tradizionali” non contengono più vitamine, solo in qualche caso più fosforo, non hanno mediamente più proteine o meno grassi, talvolta hanno più acidi grassi omega3. La sola diversità è nel contenuto di pesticidi che nei prodotti BIOè mediamente pari al 30% in meno. La percentuale di contaminazione batterica nelle carni è risultata analoga: il 67% dei polli biologici e il 64% dei tradizionali contaminati da Campylobacter, il 35 e il 34% da Salmonella; il 65% dei maiali BIO ed il 49% dei tradizionali da Escherichia Coli.

Il BIO quindi non implica QUALITA’ e viceversa: il binomio si può scindere e lo si può fare unicamente secondo coscienza propria. Non è questione di gusto.

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